Il segreto del fuoco
Mi sveglio alle quattro del mattino per prendere a Lamezia l’aereo delle 6:40 e mi chiedo se quest’abitudine di iniziare viaggi senza essere del tutto al di fuori dei sogni della notte non sia il motore primo di questo blog.
Sto tornando a Bordeaux dopo un viaggio di una settimana nel posto dove sono nato ed ho le chiappe massacrate da tre ore passate ad aspettare sulle sedie del gate B15 a Fiumicino. È stato un viaggio durante il quale i miei bagagli sono stati persi e depredati di un regalo ricevuto ed uno da fare, una settimana densa di tante fastidiose piccolezze che anni fa avrebbero rovinato il mio umore che oggi mi perturbano solo superficialmente. Ne sono contento perché è facile fare l’asceta nell’eremo in cima alla montagna, e c’è un motivo per cui non si cerca l’illuminazione in attesa davanti al nastro del ritiro bagagli.
La mia terra mi ha accolto con due giorni di pioggia continua alla quale non sono più abituato e poi con cinque giorni di cielo spudoratamente azzurro.
Sono tornato per una festa simbolo della rinascita e per fare una promessa nel giorno di una notte di luna pena.

Nella mia vita passata ho fatto molti errori ed i peggiori tra questi erano promesse, oggi però sono diverso. Oggi ho imparato il dominio del fuoco, che non è l’immunità alle fiamme ululata nelle nostre leggende, è imparare a leggere la vera lezione che l’ustione insegna: è saper discernere tra esperienza e trauma.
Dominata la fiamma, mente, carne e spirito prendono la direzione giusta: è inevitabile.