Sangue

Sono di nuovo in viaggio. Uno breve, da Bordeaux ad Orsay, per una conferenza nazionale francese.
Il TGV ci metterà quasi quattro ore, ma sono in compagnia del satiro landese con cui condivido l’ufficio ed un amico belga che lavora con noi e far passare il tempo non è un problema. Il senso di questa conferenza è conoscere la comunità francese dei metamateriali per acquisire contatti utili per il futuro.

Futuro. Appartengo ad una generazione per la quale questa parola significa tra due anni quando sei fortunato. Eppure alla fine va bene, nonostante le botte prese sto sviluppando la convinzione che una soluzione la troverò. Tempo fa scrissi che anche l’ultimo dei guerrieri sa che è impossibile schivare tutti i colpi dell’avversario e che alle volte l’importante è semplicemente sopravvivere per poter sferrare l’attacco successivo. Dissi che vale anche per la vita e ne sono ancora convinto. Ora mi rendo conto che è esattamente quello che mi è successo, non solo all’epoca della tempesta, ma durante tutti gli ultimi anni. E, a conti fatti, sì: sono sopravvissuto, ho ripreso fiato ed è evidente che mi sto preparando per qualcosa.

La prima mattina ad Orsay un allarme antincendio suona mentre ci stiamo preparando. Il landese è appena uscito dalla doccia e, mentre cerca di vestirsi rapidamente, io ed il belga discutiamo se è il caso di di salvare i laptop (decisamente non siamo addestrati alle emergenze). La cantilena su fuoco ed argento mi attraversa la testa senza provocare emozioni. Alla fine il tutto si risolve con un odore di bruciato che sale dalle cucine.

Nella hall dell’albergo c’è il solito altarino con le brochure delle attrazioni turistiche locali. La prossimità di quella de le parc des félins e quella del musee de l’erotisme, mi fa scappare un sorriso.

Sulla conferenza ho poco da dire: mi faccio un’idea della comunità francese dei metamateriali e realizzo che la lingua non è più un ostacolo. Poco altro.
Il viaggio di ritorno non mi pone problemi di sorta. Lentamente un’idea sull’umanità e di conseguenza sulla mia metà umana comincia a farsi strada nella confusione dei miei pensieri: è qualcosa che ha a che vedere con Prometeo e con Psiche, ma è poco più di un ombra confusa.
La prima notte a Bordeaux una luna piena enorme, splendida su una Garonna gonfia per la marea mi ripaga, con luminosità accecante di quel che l’eclissi mi aveva tolto.

Non riesco a prendere sonno ed indugio sul divano, l’appartamento è illuminato dal bagliore pallido di una televisione accesa che non sto guardando. Seguo un impulso estemporaneo e rotolando mi lascio cadere sul pavimento. braccia e gambe si muovono seguendo l’ordine di un riflesso: arrivo a terra morbido come un gatto. Troppo facile. La seconda volta tengo le mani incrociate dietro la schiena.

Schiacciata violentemente tra il pavimento e l’osso della mandibola, la carne del  mento si apre lasciando colare sul parquet un fiotto di sangue denso. Il tempo di arrivare ad uno specchio ed è già chiusa. Sposto la barba per osservare il taglio sparire con una rapidità da film.

Se fossi un giovane licantropo fuori controllo, questa sarebbe una notte di caccia.

dalla luminosità accecante

2 Risposte to “Sangue”

  1. L’ho letto ieri…. bello, bello, bello! Ogni volta, è come viaggiare nel tuo viaggio! :)

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