Porte scorrevoli e montagne russe

La porta scorrevole del CR** produce spesso un rumore simile a quello di un carrello delle montagne russe che ti passa vicino.

La seconda settimana comincia con un lunedì lento: il mio computer non è ancora pronto ed io perdo un giorno intero per compromettere (e rimettere in funzione) il mio laptop. Vivo con una vaga forma di ansia che mi rosicchia le chiappe e con un peso sul petto che mi toglie lo slancio. La sera sono in città e compro una grammatica francese ed un vocabolario.
Martedì arriva finalmente il mio computer: passo la mattina a mettendolo in piedi ed il pomeriggio ad una conferenza/premiazione in francese della quale capisco ben poco. Il buono è che alla fine mi offrono stuzzichini e vino.
Mercoledì le cose prendono velocità e mi ritrovo con una nuova carta di credito, una postazione di lavoro funzionante ed un tesserino mensa con la mia foto.
Giovedì partecipo ad una riunione dei dottorandi e post-doc del CR**: si discute della qualità dei guanti in lattice dei laboratori ed in generale di problemi comuni da sottoporre ai livelli superiori; si vota anche la politica del direttore del centro di ricerca in modo da fornire su di essa un parere corporativo; infine ci si racconta a vicenda il proprio lavoro con presentazioni cicliche, gruppo per gruppo. Qualcuno porta una ventina di birre e delle patatine e le birre sono leffe ed hoegaarden. Coscenza di classe e birre di classe me li rendono subito simpatici.
Venerdì sono davanti al CR** che è ancora chiuso, mi chiedo come possa essere successo ed il mio orologio mi risponde che sono le 07:15, mi chiedo allora come mi possa essere successo di trovarmi pronto al lavoro così presto, ma questo il mio orologio non lo sa. Nel pomeriggio scatta un allarme generale ed io, insieme a tutti gli altri, abbandono la mia scrivania per convergere al punto di raccolta: pare si trattasse di un’esercitazione.
Sabato porto in centro alcuni documenti per l’appartamento e compro un abbonamento per il tram. La mia faccia stampata in un rettangolo di plastica mi permetterà libero uso di questo meraviglioso mezzo.
Pranzo, spesa e torno alla mia stanza nel retrobottega.
La Domenica è la fotocopia del Sabato salvo che sabato in città c’era il gay pride e domenica una processione con i canti in latino, che sabato sono stato preso in giro da un uomo vestito da pene e domenica un piccione mi prende in pieno con una deiezione.

Poi di nuovo porte scorrevoli che fanno il rumore dei carrelli delle montagne russe, i quali con la vita hanno molto in comune: che non sai che può aspettarti dietro la prossima curva ad esempio, e che seppure alle volte ti chiedi chi te l’abbia fatto fare, alla fine sei sempre piuttosto contento di aver pagato il biglietto.

2 Risposte a “Porte scorrevoli e montagne russe”

  1. Pierluigi Dice:

    Domenica c’era anche in Italia la processione del Corpus Domini

  2. eh già immagino…

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