Under Jolly Froggy

Tempo fa ero su una barca di legno tra le rocce colossali della baia di Ha Long. In quel momento di profonda serenità e pace capii che in ogni viaggio esiste un momento nel quale si viaggia da soli. Questo frase però può esprimere due concetti diversi, perché la parola solitudine è uno dei limiti espressivi della mia lingua.
Di fatto c’è solitudine e solitudine. Ero solo sulla baia di Ha Long e sono solo adesso eppure allora stavo bene ed adesso sto… un po’ meno bene.

La gatta sta viaggiando verso casa ed io ho preso possesso della stanza alla foresteria del centro di ricerche Pa** Pa**** (CR**). Nei giorni che sono passati abbiamo camminato tanto tracciando le nostre peste nel centro storico della città, nel porto della luna. Abbiamo mangiato un sacco di roba buonissima tra la quale spicca un enorme piatto di crostacei crudi accompagnato da un ottimo vino bianco. Occasione nella quale ho notato quanto spesso mi scordo che i gatti sono anch’essi animali da preda, di fatto guardando la mia gattina combattere con le sue zampine contro il carapace di un gambero per poterne gustare la polpa cruda, mi ha intenerito profondamnete.

Invece adesso sono solo in mezzo al nulla in una stanza che mi sembra quella di Dae-su in Old Boy. Fuori fa troppo caldo per passeggiare e sono troppo stanco per andare in centro. La stanza in cui sono è proprio nel CR**, il che da una sensazione come di dormire in un retrobottega o qualcosa del genere. Nei giorni scorsi abbiamo anche dedicato del tempo a cercare una tana più definitiva nel porto della luna, e qualcosa abbiamo anche trovato, il tutto grazie ad un’insperata fortuna e ad una venditrice di appartamenti di origine italiana che ha bilanciato con la sua buona volontà le mie deficenze in francese. Questo perché a Bordeaux, fuori dal CR**, l’inglese è una lingua completamente inutile. In ogni caso l’appartamento al centro storico potrò averlo (se tutto va bene) a Luglio. E nel frattempo sto’ qua nel retrobottega.

Durante la giornata mi arrivano sms della gatta che prende alcuni aerei e ne perde altri raccontando a spezzoni, una storia di viaggio degna di questo blog.

Alle nove di sera qui c’è troppa luce e sembra ancora di essere in pieno giorno, esco a prendere una birra al Jolly Froggy che è l’unica cosa che c’è nel raggio di chilometri, la birra però è una guinness ed è fredda e schiumosa per cui in fondo tutto bene.

Una Risposta a “Under Jolly Froggy”

  1. sensazioni provate che condivido in toto…la luce a lungo in Giugno è una di quelle cose che ti fa sentire un attimo spaesato..ma basta una birra per riportarti in equilibrio.

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